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Un giorno di ferie inaspettato
25.09.2025 |
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"Io, estasiato ed immobile dinnanzi a questa visione, vedevo crescere il mio membro ma non osavo intromettermi nella loro complicità estrema..."
Si avvertono gli utenti che a causa dei lavori di manutenzione alla rete, in tutta la via verrà sospesa l’erogazione dell’energia elettrica per la giornata di domani. Così recitava un foglio affisso in tutta la strada in cui è ubicato il mio ufficio.
Salgo su, cerco di organizzare il mio lavoro con attività differenti in cui non è necessario utilizzare il pc, ma nulla, quindi l’unica alternativa è prendersi un giorno di ferie non pianificato.
Cosa posso fare domani?
Nel mentre la mia testa formulava questi pensieri, senza sapere il perché, mi venne in mente la mia amica Ludovica; tra il pensarlo e comporre il suo numero di telefono, un attimo.
Ciao Ludo, come stai? Senti, visto che domani non lavorerò, mi stavo domandando se potessimo vederci, che ne pensi?
Guarda, lo sai che mi fa sempre molto piacere passare del tempo con te, ma domani ho una serie di impegni che proprio non posso rimandare, però se ti può interessare ho una coppia amica che stava cercando un singolo.
Erano disponibili ad un incontro proprio per la giornata di domani, se mi dai 10 minuti provo a sentirli e ti faccio sapere, sempre che a te vada bene!
Lo sai, le risposi, preferirei star con te, ma visto che tu non ci sei, ok!
Aspetto notizie.
Passarono circa 5 minuti e sentì il mio telefono squillare, era la mia amica.
Allora, io ho parlato con Paolo e Chiara, si chiamano così, e sarebbero interessati alla situazione e non hanno problemi ad incontrarti visto che sei un mio amico; se per te va bene, mi hanno autorizzata a darti il loro numero.
Ok Ludo, girami il contatto e chiamo subito.
Così è stato.
Composi quel numero e mi rispose una voce maschile squillante, allegra.
Fatte le presentazioni del caso, in men che non si dica fissammo l’appuntamento per il giorno seguente.
Arrivato al luogo dell’incontro, suonai il campanello e mi aprì la porta Paolo, un uomo di 55 anni, con un fisico tonico e ben curato, capelli lunghi, brizzolati, raccolti con un laccino, pizzetto curato e senza barba.
Dopo pochi istanti vidi comparire anche Chiara, una donna sulla cinquantina, capelli mesciati, ricci, occhi color nocciola.
Era avvolta in un vestitino semplice di color rosa confetto e stivaletti neri.
Ma i nostri indumenti rimasero sui nostri corpi per pochissimo tempo, infatti ci ritrovammo ben presto completamente nudi.
Lei con un seno fantastico, una terza abbondante e due capezzoli importanti, totalmente depilata e due fianchi leggermente pronunciati ma decisamente proporzionati con il suo corpo.
La mia donna ideale, quella donna che adoro vedere e toccare.
Ci sdraiammo sul letto, io al suo fianco mentre il suo compagno era inginocchisto d’avanti a lei, un comodo appoggio per le sue gambe, totalmente divaricate.
Questa è la mia posizione antistress preferita, furono le parole pronunciate da lei.
Da quel momento ebbero inizio i nostri giochi.
Lui accarezzava il suo clitoride delicatamente, mentre io stringevo nelle mie mani i suoi seni, fino a stimolare i suoi capezzoli.
Alle mani sostituì la bocca, i denti, che mordicchiavano quei due bottoncini i quali crescevano sempre di più ad ogni mio piccolo morso.
Mentre il nostro grado di eccitazione cresceva, lei aumentava il volume dei suoi gemiti di piacere; palesava in modo chiaro ed inequivocabile di apprezzare le nostre attenzioni.
Ad un certo punto, mi staccai dai suoi capezzoli e scesi giù verso il suo inguine.
Volevo sentire il suo sapore ma lei in tutta risposta, mi disse di aspettare, voleva mettersi comoda.
Prese il centro del letto, avvicinò la sua testa al bordo e invitò Paolo ad avvicinarsi alla sua testa.
Ecco, ora è perfetto se vuoi puoi iniziare a leccarmi!
Parole soavi per le mie orecchie e infatti non me le feci ripetere due volte.
La mia lingua andava a battere sul suo clitoride, succhiavo le grandi labbra e la penetravo; sentivo il suo sapore e i suoi umori che iniziavano a sprigionarsi.
Ero talmente preso dalla mia pratica che non mi ero accorto di ciò che stava succedendo tra moglie e marito, ma appena sentì un mugolio di Chiara, i miei occhi si alzarono; lui la stava scopando in gola, spingeva con decisione il suo cazzo dentro la bocca di lei.
Il suo capo rivolto verso il soffitto facilitava quella penetrazione profonda.
Il cazzo di Paolo entrava in tutta la sua interezza, rimanevano fuori le sue palle.
Di tanto in tanto Chiara si fermava per riprendere il fiato.
Una visione celestiale che mi faceva crescere la voglia (e non solo) di voler possedere quella donna, ma ancora non era il momento.
Dopo aver succhiato avidamente il cazzo di Paolo, lei decise di cambiare le carte in tavola.
Chiara stava dirigendo le operazioni come avrebbe fatto un regista su una scena del suo film.
Mi invitò a sdraiarmi e non appena io seguì la sua indicazione iniziò a giocare con il mio membro; lo succhiava, lo baciava, lo accarezzava con una maestria fuori dal comune.
La sua lingua si appoggiò sul mio glande, disegnando delle circonferenze per poi scendere giù andando a sfiorare il mio buco.
Raccoglievo i suoi capelli sciolti i quali non mi permettevano di ammirare il suo sguardo, la sua dedizione nel far crescere il mio membro dentro la sua bocca.
Una cosa molto eccitante, avvalorata ancor di più da quello che i miei occhi stavano osservando.
Mentre lei si stava dedicando a me, Paolo la scopava da dietro in una fantastica pecorina e di tanto in tanto colpiva le sue natiche con qualche schiaffo schioccante che andavano a coprire il rumore dei colpi che si sentivano per le sue spinte.
Chiara mugolava di piacere e noi altrettanto. Sollevai il mio busto per afferrare le sue tette traballanti e lei continuava a succhiare con gusto.
Io e il suo partner ci guardammo e con un cenno di intesa, come se ci conoscessimo da tempo, invertimmo le posizioni, ma prima decisi di ricambiare le stesse attenzione ricevute da quella donna meravigliosa e insaziabile.
Inizia a mordicchiare e poi a baciare le sue natiche fino a che, con qualche titubanza, decisi di strofinare la mia lingua vicino al suo buco inesplorato.
Fantastico, esclamò Chiara.
Non amo essere penetrata ma impazzisco quando qualcuno ci gioca in maniera discreta.
In certe situazioni non si pensa, ma avvertì la sensazione di una donna comunque frenata e non disinibita nella sua totalità, ma il bello doveva ancora accadere.
Questo mio pensiero fu presto spazzato via dal desiderio di sentire il suo calore vaginale ed infatti immediatamente ero dentro di lei e stavo continuando ciò che Paolo aveva interrotto; spingevo con decisione, ma non con irruenza, il mio cazzo dentro la sua fica bagnatissima.
In questa situazione, io e Paolo, mossi da un’inattesa intesa avevamo assunto il ruolo dei registi mentre Chiara era diventata l’attrice principale del nostro gioco.
Ma di li a poco il vero ed unico direttore d’orchestra divenne Paolo.
Interrompendo ciò che stavamo facendo mi guardò e mi esclamò: “ok adesso facciamo qualcosa di più intrigante e particolare!”
Si alzò dal letto lasciando Chiara a bocca vuota e, da una borsina, tirò fuori due palline stimolanti e vibranti, un dildo in plastica di notevoli dimensioni e un vibratore di color viola.
Onestamente, la vista di questi oggetti di piacere non mi riportarono a quel concetto di intrigo che Paolo aveva accennato pochi secondi prima ed infatti la mia battuta fu: “va beh dai, ormai sono quasi come gli elettrodomestici, si trovano in tutte le case!”
Verissimo, fu la sua risposta, ma io non mi riferivo a questo, abbi fede.
Pronunciate queste parole prese per mano Chiara e mi invitò a seguirli.
Entrammo in bagno, lei si inginocchiò nella doccia e, il mio nuovo amico, guardandomi con fare malizioso, mi pronunciò con un sorriso beffardo: “Lei adora i giochi bagnati, lo hai mai fatto?”
In quel momento il mio cervello entrò in uno stato confusionale.
Era sempre stata una mia fantasia inesplorata e finalmente ne avevo la possibilità senza aver chiesto nulla.
No, non l’ho mai fatto ma è una pratica che mi ha sempre destato curiosità, fu la mia risposta.
Bene se ti va, e vuoi rendere felice Chiara non devi fare altro che iniziare.
Dopo il primo sforzo nel far uscire la mia pioggia dorata, seguì un rigolo più copioso che bagnava le labbra di lei e colava lungo il suo corpo.
La scena mi eccitava da morire e mi eccitava anche il fatto di vedere la faccia soddisfatta dei miei compagni di giochi che trasmettevano un’assoluta complicità.
Ma le sorprese non erano affatto finite. Terminata la mia pioggia, lei si sciacquo velocemente, uscì dalla doccia e si mise a sedere a gambe divaricate sul mobiletto del bagno.
Paolo si inginocchiò d’avanti la sua fica e lei iniziò a fare la pipì; poi si alzò e senti' quel gettito caldo anche sul suo cazzo.
Io, estasiato ed immobile dinnanzi a questa visione, vedevo crescere il mio membro ma non osavo intromettermi nella loro complicità estrema.
Donna (coppia) non disinibita? Beh quell’assurdo, per quanto breve, pensiero non trovò più ragione di esistere.
Chiusa la parentesi bagnata, una doccia velocissima da parte di tutti e nuovamente sul letto.
Paolo iniziò a lubrificare la fica di Chiara con del gel la penetro' prima con due dita, poi con tre.
Io ero con il cazzo in bocca di lei e la mia faccia puntata verso la sua fica, che nel frattempo, veniva fistata dall’intera mano di lui.
Io stuzzicavo il clitoride con una delle sfere vibranti, mentre l’altra aveva trovato sistemazione dentro di lei.
Chiara era totalmente dominata e non faceva niente per nascondere il suo apprezzamento.
Ma ben presto il nostro ruolo di registi era destinato a finire; infatti così come aveva iniziato, allo stesso modo la dolce fanciulla voleva finire, ossia dirigendo le operazioni.
Dai sdraiati e leccami, questo è ciò che mi disse.
Io senza batter ciglio non esitai.
Iniziammo un gustoso sessantanove.
La mia lingua frugava dappertutto, sentivo lei sempre più bagnata e tutto questo mi faceva accrescere la voglia di esplodere di piacere…
Lei affondava la sua fica sulla mia faccia quasi a volermi soffocare.
Ero in preda ad un’eccitazione tale che, non appena lei fece scomparire nella sua gola tutto il mio membro urlai a più riprese :"vengo, vengo, vengo! "
Con estrema naturalezza raccolse il mio sperma nella sua bocca per poi ingoiarlo tutto.
Appena finito, Chiara guardò Paolo ed esclamò: “adesso che ti sei eccitato, tocca a te”.
Stessa posizione iniziale, lei con la testa al bordo del letto e lui che la scopava in gola.
Pochi istanti prima di godere, Paolo tirò fuori il suo cazzo e con uno schizzo imponente impiastricciò tutta la faccia della sua compagna, soddisfatta del finale.
La sua mimica facciale raccontava piu' di ogni parola che avrebbe potuto pronunciare.
Con estrema soddisfazione, avevamo raggiunto tutti il nostro appagamento, il nostro piacere.
Una fantastica prima volta e chissà che non possa ricapitare senza dover aspettare il nuovo blackout elettrico.
Grazie ragazzi siete stati fantastici.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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